15/01/08

L'identità golosa di Paul Cunningham

rockpool

Ho avuto la fortuna di provare la cucina dell'inglese Paul Cunningham, patron del The Paul di Copenhagen, in occasione di Looking North i primi di Settembre 2007.
Mi ricordo ancora oggi la sensazione sferzante di un suo brodo di mare (il Rockpool, foto a sx di Paolo Marchi) che aveva creato per descrivere la sua terra di origine, in particolar modo la spiaggia della Cornovaglia dove suo padre lo conduceva da piccolo.
Un piatto che a mangiarlo sembrava un naufragio in un giorno di sole, dove ogni cucchiaiata mandata giù era un flutto che in realtà inghiottiva te.
Una emozione molto intensa e un bellissimo racconto, che oggi mi è tornato alla memoria grazie al testo che il giornalista Paolo Marchi pubblica sul suo blog
"Io, Paul Cunningham, chef"
una serie di note e pensieri sulla sua storia personale e sulla sua professione, buttati giù di proprio pugno da Cunningham che sarà inoltre fra i relatori dell'imminente congresso di Identità Golose a Milano (il suo intervento è previsto per il prossimo 30 Gennaio).

Interessante e piacevole lettura per chi Cunningham non lo conosce, una conferma della sensibilità e dell'amabilità della persona per chi ha avuto almeno una volta l'occasione di incontrarlo.

10/01/08

Ocean Dome: il paradiso (finto) dei surfisti (veri)

MARE VERO, MARE FINTO
L'OCEAN DOME E IL SURF INDOOR IN GIAPPONE

(MAX, Agosto 2007)

oceandome

300m. di lunghezza per 100 m. di larghezza per 38 m. di altezza.
Temperature costanti di 30° C per l’aria e di 28°C per l’acqua.
Sabbia finissima, spiagge linde, un vulcano attivo, vegetazione tropicale.
E un oceano dentro.
Finto.

Scivoli, vasche per bambini, onde per surfisti, spettacoli teatrali.
Cucina tipica, boutiques, cinema, capienza di più di 10.000 persone.
Giochi di luce, cielo sereno, tetto retraibile.
E affaccio sull’Oceano.
Quello vero.

È stato progettato dalla Mitsubishi Company.
È costato due bilioni di dollari.
È destabilizzante e sbalorditivo.
È annoverato nel Guinness dei Primati come il più grande parco acquatico indoor del mondo.
Si chiama OCEAN DOME, e si trova in Giappone.

[continua...]

Continua a leggere "Ocean Dome: il paradiso (finto) dei surfisti (veri)" »

Onda su onda...

londrasurf

Leggo sul Corriere della Sera, la notizia che in riva al Tamigi la Venture Xtreme è in procinto di costruire il primo centro surfistico artificiale di Londra.
"Una gigantesca cisterna raccoglierà circa 7.000 metri cubici di acqua dal Tamigi la quale, dopo essere stata depurata, verrà utilizzata per produrre onde alte circa due metri. Pagando 30 sterline all’ora, i surfisti potranno «cavalcare» ogni ora fino a 10 onde artificiali che dovrebbero essere molto simili a quelle che entusiasmano i turisti in Australia e in California" si legge nel pezzo, che è ripreso dal sito della Silvertown Quays, ovvero la zona dove l'impianto andrà a sorgere.

La notizia mi richiama alla mente l'OCEAN DOME, il più grande oceano indoor del mondo, che in quanto a surf e onde artificiali ha avuto esperienza da vendere, tanto da essere stato inserito nel Guinness dei Primati come la più grande struttura acquatica indoor del mondo.

E che lo scorso ottobre 2007 sembra abbia definitivamente chiuso i battenti...

Con le bellissime foto di Elena Formenti, nel numero di Agosto 2007 di MAX pubblicai forse quello che dunque è stato l'ultimo pezzo aggiornato sull'Ocean Dome, e che torna attuale data la notizia proveniente dalle sponde britanniche.
Potete leggerlo in versione integrale, con tanto di dichiarazioni di un grande del surf come l'australiano Matthew Pitts (per molti anni una delle attrazioni principali della megapiscina nipponica), nel post che segue.

13/11/07

Viaggio in Sicilia: collezioni gastronomiche

collezionigastronomiche

La Sicilia è la nuova culla dell’arte culinaria grazie ai suoi chef che stanno [...] reinventando il tradizionale contrasto del dolce e dell’aspro [...] in modi innovativi, leggeri e creativi”.
Così nel 2005 Marian Burros, autorevole giornalista esperta di gastronomia, apriva il suo reportage sul New York Times dopo un viaggio in Sicilia. A due anni di distanza si può affermare che mai asserzione fu più indovinata, perché oggi la cucina siciliana – indefinibile per definizione, fusion ante-litteram in quanto ricca di molteplici influenze e di una storia millenaria – ha trovato la giusta sinapsi fra tradizioni locali e alta gastronomia.
Cinque dei più rappresentativi cuochi dell’isola, che recentemente hanno animato il primo evento trinacro di “Collezioni Gastronomiche”, sono tra gli artefici di questo storico momento.
I loro nomi...

(continua...)

Continua a leggere "Viaggio in Sicilia: collezioni gastronomiche" »

08/09/07

[Gelinaz!] The Doors of Perception

ravioli

Ricevo e, su richiesta esplicita di Andrea Petrini, rendo anche io disponibili a chi desidera scaricarli una lettera aperta di René Redzepi e la risposta di Fulvio Pierangelini in merito ad una recente polemica online e offline, ormai credo in parte rientrata, intorno al Gelinaz! dello scorso 3 Settembre.
Ero presente al Gelinaz! a Copenhagen come giornalista (completamente a mie spese, quindi fuori dal budget impiegato dal Noma per l’ospitalità).
Ero lì perché Gelinaz! mi ha da sempre affascinata, in quanto iniziativa intrisa di significati innovativi, profondi e geniali, da richiamarmi alla mente le provocazioni delle cene futuriste (però meno edibili e mosse da altre spinte culturali).
Ero lì, dunque, perché volevo vivere concretamente l’ulteriore pezzo di storia che Pierangelini, dal 2005, sta scrivendo non solo nell’enogastronomia, ma nella cultura contemporanea.
E non ne sono stata delusa.

È vero ciò che Pierangelini scrive, che era dubbioso su questa Gelinaz!, sulle modalità di svolgimento, sugli spettatori paganti. E aveva visto giusto.
Altrettanto credo veramente che Redzepi non abbia mai neanche un istante pensato di lucrarci sopra. Comprendo al contempo molte delle perplessità dei presenti. Perché di perplessità, a volerle snocciolare, ne ho almeno una dozzina anche io.

Però Gelinaz! c’è stata.
Più forte di ogni perplessità. Oltre ogni facile, immediata considerazione. In una situazione difficile in cui, se Gelinaz! fosse stato un evento concettualmente povero fatto solo per stupire, tutto sarebbe sprofondato in un nulla di sette portate.

Invece Gelinaz! è una... (continua)

Continua a leggere "[Gelinaz!] The Doors of Perception" »

02/09/07

Gelinaz plays René Redzepi

gelinaz

La prima volta fu nel 2005 con le Capesante alla mortadella di Fulvio Pierangelini. L’anno dopo toccò al Riso con soia, ostrica e tartufo di Thierry Marx e pochi mesi fa alla Lingua brasata al Barolo di Davide Scabin. Ora puntano alla Mousse glassata di latte di pecora con granita di acetosella, grande classico dell’Odino della gastronomia nordica, Renè Redzepi.
Ecco i quattro jazz standard finora interpretati dai GELINAZ!, una formazione recente e molto underground, fra il supergruppo e la jazz-band, i cui musicisti sono alcuni dei più grandi chef del mondo; e gli standard che liberamente eseguono nelle rare performances sono in realtà i loro piatti più famosi declinati a seconda delle sensibilità, ispirazioni e tradizioni di ciascuno dei protagonisti. Fondato dal poliedrico chef Fulvio Pierangelini con il supporto del sibaritico gourmet Andrea Petrini, GELINAZ! – che ad ogni jam session cambia forma e formazione - prima ancora di un rave per il palato è però un manifesto senza precedenti nella storia dell’alta cucina; un movimento filosofico, artistico e culturale che si pone fra i più lucidi ed attuali esempi di come i concetti di “open source” e “creative commons” possano essere applicati e funzionare, tanto da essere citato a modello da Rodotà in un convegno sul libero accesso alla cultura. E in questo momento storico di forti transizioni, dove la definizione di diritto d’autore è messa in discussione, Fulvio Pierangelini – i cui piatti sono tra i più imitati al mondo – ancora una volta ha visto oltre e ha anticipato i tempi.
GELINAZ! non è altro, infatti... (continua)

Continua a leggere "Gelinaz plays René Redzepi" »

28/03/07

La DOLCE VITA di David Rocco...

dolcevitaSi chiama David Rocco, è italo-canadese, ha 34 anni e un passato recente di fotomodello.
Probabilmente a pochi questo personaggio dice qualcosa ma in realtà è una piccola star della tv canadese, dove da diversi anni si occupa di comunicazione enogastronomica e turistica incentrando i suoi format, dei quali è autore oltre che conduttore, sull'Italia.
Da tre stagioni sta scrivendo e conducendo un programma di discreto successo dal titolo LA DOLCE VITA, attraverso il quale fra ricette, mercati, vespe, biciclette e incontri con personaggi caratteristici del nostro Bel Paese, insieme alla giovane moglie Nina racconta all'estero un'Italia come all'estero si immaginano che sia.
Dico "come si immaginano che sia" perché "LA DOLCE VITA" così come il suo precedente format "AVVENTURA: Journeys in Italian Cuisine" (vd. trailer), strizzano infatti un po' troppo l'occhio ai cliché di un'Italia patinata tutta allegria, sole, arte e belle tradizioni. Tuttavia...

Continua a leggere "La DOLCE VITA di David Rocco..." »

05/01/07

Goodbye New York... (NY #10)

Un tramonto africano a largo di Manhattan... parto da New York e torno a casa.

Centralpark

A New York si mangia bene, parte seconda (NY #09)

zagat...ovvero, zig-zag(at)ando fra ristoranti e caffè

Continua a leggere "A New York si mangia bene, parte seconda (NY #09)" »

Fumetti a New York, parte seconda (NY #08)

batmanFumetterie, fumettari, musei, nerds e autori nella Grande Mela.

Continua a leggere "Fumetti a New York, parte seconda (NY #08)" »

30/12/06

Pastrami per un coccodrillo (NY #07)

katzs Orfana del 2nd Avenue Deli (vedi qualche post fa), mi consolo ingozzandomi col pastrami di Katz's.

Continua a leggere "Pastrami per un coccodrillo (NY #07)" »

18/12/06

A New York si mangia bene, parte prima (NY #06)

Fila

Ovvero, dello street-food, delle mele e dei polli fritti...

Continua a leggere "A New York si mangia bene, parte prima (NY #06)" »

Fumetti a New York, parte prima: Astersmay ofway Americanway Omicscay (NY #05)

Logo

Dei fumetti, dei linguaggi cifrati e di una bella mostra da non perdere

Continua a leggere "Fumetti a New York, parte prima: Astersmay ofway Americanway Omicscay (NY #05)" »

26/11/06

Coccodrillo per un pastrami (NY #04)

InsegnaÈ vero. È tutto vero. Il Second Avenue Deli ha chiuso sul serio. La notizia era arrivata come un fulmine a ciel sereno, agli inizi del 2006, ma non ci si credeva. Non sembrava possibile che questa istituzione di New York diventasse solo niente più che un ricordo. Invece è così. Ora, al 156 2nd Avenue ci si può fare un bancomat.
Ma non è come mangiare un pastrami.

Continua a leggere "Coccodrillo per un pastrami (NY #04)" »

25/11/06

L'Italia è una Repubblica, anzi una Republic (NY #03)

MapdataCamminando per la Fifth Avenue, di fronte alla Cattedrale di St. Patrick si trova la sede dell'Enit, ovvero l'Ente Nazionale Italiano per il Turismo.
L'Ente che promuove l'immagine del nostro Bel Paese all'estero... fin qui tutto regolare, se non fosse per le ampie vetrine di Banana Republic (noto marchio di abbigliamento) che fanno da cornice all'imponente ingresso del grattacielo, dove troneggia fiera centrale la scritta ITALIA.
Ironia della sorte o amara verità?
Come sia sia, turista avvisato...

Banarep_1

Fesso chi legge... (NY #02)

DockEllis Island merita una visita.
Per lo sforzo che hanno fatto nel rimettere in sesto la struttura dopo anni di totale abbandono.
Perché gli itinerari interni e i materiali esposti - siano essi foto, suppellettili o testimonianze audio/video - non si abbandonano più del lecito al facile sentimentalismo né mirano artatamente a suscitare più commozione di quanta già non se ne provi, ma sono una vera e nutrita documentazione di indiscusso interesse storico e sociale***.
Perché fa emergere molte cose. Della Merica. E - essendo io italiana - dell'Italia.
Ma che c'entra, allora, intitolare questo post Fesso chi legge?

Continua a leggere "Fesso chi legge... (NY #02)" »

08/11/06

Apple fetish (NY #01)

TekserviceGuardate nella foto... li avete riconosciuti? Macintosh 128 K...
Lacrimuccia di nostalgia mista a tenerezza: la vedo scenedere sulle gote di voi feticisti della mela.
Ebbene, c'è un posto, a New York, dove passato e presente della Apple si mescolano in un cocktail perfetto, e non sto parlando degli Apple Store...

Continua a leggere "Apple fetish (NY #01)" »

La mia foto

Il mio stato online

AIM MSN Messenger Skype

Newsletter


  • Join the Mailing List
    Enter your name and email address below:
    Name:
    Email:
    Subscribe 
    Unsubscribe 

.


  • Creative Commons License