Pulizie di primavera
...do una pulitina al blog e torno. Buona Pasqua e buona primavera a tutti.
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Francoforte - Sulla scia dei Radiohead, un ristorante, due parrucchieri, un cinema e una enoteca dallo scorso 18 Novembre 2007 stanno portando avanti il progetto, avviato dall'Università di Francoforte, denominato Zahle was Du willst, ovvero paga quello che vuoi.
Una equipe di ricercatori che fa capo all'economista Martin Natter segue lo sviluppo di questa iniziativa, volta ad esaminare il comportamento del cliente di fronte alla fruizione di un bene al quale deve attribuire valore.
Ad oggi l'esperimento sembra funzionare. Il proprietario del ristorante persiano Kish, Mr Feily, afferma che da quando è partita l'iniziativa ha avuto un incremento di clientela a pranzo del 32%.
"Il ristorante, che ha 90 posti, ogni giorno ora ospita fino a 150 clienti. Il buffet che fino a dicembre scorso costava 7,99 Euro ora oscilla fra il minimo che ci è stato pagato, di 50 Centesimi, e un massimo di 40. È un ottimo sistema per invogliare il cliente a provare il locale. La sera, invece, abbiamo mantenuto i prezzi del ristorante."
Già nell'Aprile del 2005, tuttavia, un esperimento del genere era stato condotto (e con altrettanto successo) a Vienna al ristorante Deewan e a Berlino, in una enoteca di alto livello.
Per chi comprende il tedesco, nel video un servizio televisivo sul ristorante Kish.
A questo link l'articolo che approfondisce l'argomento (sempre in tedesco)
E qui, invece, la notizia in italiano.
Se poi vi trovate a Francoforte, ecco gli indirizzi:
KISH RESTAURANT - Leipziger Straße 16a - 60487 Frankfurt am Main - +49 69 77039888
Parrucchiere LE ROI SOLEIL - Scheffelstraße1 / Ecke Eckenheimer Landstraße - 60318 Frankfurt
Telefon 069 95 92 91 97
Milano, Palazzo Mezzanotte - Sala delle Grida, 28 gennaio 2008 ore 13:15
Identità Golose si fa in SEI
ovvero, nel tripudio di chef internazionali e di relazioni e rivelazioni gastronomiche, Alessandra Meldolesi e Bob Noto presentano in Italia il loro volume
SEI - autoritratto della cucina italiana d'avanguardia
di cosa si tratta?
per saperlo, potete leggere la recensione qui, l'intervista all'autrice, Alessandra Meldolesi, qui e l'intervista al fotografo gourmet, Bob Noto, qui...
oppure guardarvi il trailer del libro qua sotto (courtesy of Bob Noto)
BUONA VISIONE!
Breaking news: lunedì 28 gennaio alle 13:15, Alessandra Meldolesi e Bob Noto presentano a Milano - in occasione di Identità Golose - il loro libro SEI, autoritratto della cucina italiana d'avanguardia
Dalla quarta del libro SEI-autoritratto della cucina italiana d'avanguardia
Figlia degli anni ’70, come la nuova cucina e tante altre avanguardie, Alessandra Meldolesi ha studiato per diventare funzionaria europea, ma ha rischiato seriamente di finire ai fornelli, per convolare finalmente nel giornalismo. Dopo un lungo apprendistato presso la scuola Lenôtre, dove ha appreso i fondamenti del mestiere sotto la regia occulta di Joël Robuchon e Frédéric Anton, ha allacciato il grembiule in vari ristoranti francesi, fra cui Petrossian, maison parigina del caviale plasmata da Philippe Conticini, e la gloriosa Espérance di Marc Meneau. Ma sotto quella toque premevano nuove fusioni. Traduttrice di Ducasse e Girardet, sommelier e giornalista enogastronomica, è autrice di Champagne, intramontabile effervescenza, con Eric Glâtre e l’Enoteca Pinchiorri; Cracco, sapori in movimento e Grandi chef di Spagna, da Ferran Adrià ad Andoni Luis Aduriz, in collaborazione con Bob Noto; oltre a molti altri volumi sulla cultura del cibo, dalla selvaggina alle Madri di Lione.”
Bene: questa è Alessandra Meldolesi in compendio.
Ma è veramente un peccato ridurre in poche righe un itinerario insolito e curioso come il suo.
Perché mica è così scontato partire da una laurea in scienze politiche e diventare poi una delle migliori food-writer italiane degli ultimi anni...
[continua...]
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ahaha, Herbalife... aahaha
Ehem, ok, seriamente...
il brano in questione, citato nell'articolo del Corriere della Sera online sull'artista reggae Alberto D'Ascola a.k.a. Alborosie, si chiama in realtà HERBALIST ed è proprio un bel brano (ve lo garantisce una fan ante-litteram di Alborosie)
ecco il video
Ho avuto la fortuna di provare la cucina dell'inglese Paul Cunningham, patron del The Paul di Copenhagen, in occasione di Looking North i primi di Settembre 2007.
Mi ricordo ancora oggi la sensazione sferzante di un suo brodo di mare (il Rockpool, foto a sx di Paolo Marchi) che aveva creato per descrivere la sua terra di origine, in particolar modo la spiaggia della Cornovaglia dove suo padre lo conduceva da piccolo.
Un piatto che a mangiarlo sembrava un naufragio in un giorno di sole, dove ogni cucchiaiata mandata giù era un flutto che in realtà inghiottiva te.
Una emozione molto intensa e un bellissimo racconto, che oggi mi è tornato alla memoria grazie al testo che il giornalista Paolo Marchi pubblica sul suo blog
"Io, Paul Cunningham, chef"
una serie di note e pensieri sulla sua storia personale e sulla sua professione, buttati giù di proprio pugno da Cunningham che sarà inoltre fra i relatori dell'imminente congresso di Identità Golose a Milano (il suo intervento è previsto per il prossimo 30 Gennaio).
Interessante e piacevole lettura per chi Cunningham non lo conosce, una conferma della sensibilità e dell'amabilità della persona per chi ha avuto almeno una volta l'occasione di incontrarlo.
Dal 14 al 20 Gennaio si svolgerà all'Auditorium Parco della Musica di Roma "coScienza globale", il Festival delle Scienze arrivato alla sua terza edizione.
Fra la conferenze in programma, domenica 20 gennaio alle ore 15 alla Sala Santa Cecilia si svolgerà
SCIENZA IN CINDIA - Il ruolo della ricerca nello sviluppo della nuova superpotenza asiatica
Introdotti da Federico Rampini, i relatori saranno la biologa cinese Nancy Y. IP, direttrice del Biotechnology Research Institute (BRI) della Hong Kong University of Science, e la fisica ed economista indiana Vandana SHIVA, tra i massimi esperti internazionali di ecologia sociale.
Di Vandana Shiva avevo avuto occasione di scrivere quando usci il fumetto "I semi del cielo", che racconta la storia vera della sua battaglia contro il brevetto numero 436257 B1 relativo ai semi del Neem, detenuto congiuntamente dal ministero all'agricoltura degli Stati uniti (Usda) e dalla multinazionale chimico-farmaceutica W.R.Grace.
coScienza globale - Festival delle Scienze 2008
programma

300m. di lunghezza per 100 m. di larghezza per 38 m. di altezza.
Temperature costanti di 30° C per l’aria e di 28°C per l’acqua.
Sabbia finissima, spiagge linde, un vulcano attivo, vegetazione tropicale.
E un oceano dentro.
Finto.
Scivoli, vasche per bambini, onde per surfisti, spettacoli teatrali.
Cucina tipica, boutiques, cinema, capienza di più di 10.000 persone.
Giochi di luce, cielo sereno, tetto retraibile.
E affaccio sull’Oceano.
Quello vero.
È stato progettato dalla Mitsubishi Company.
È costato due bilioni di dollari.
È destabilizzante e sbalorditivo.
È annoverato nel Guinness dei Primati come il più grande parco acquatico indoor del mondo.
Si chiama OCEAN DOME, e si trova in Giappone.
[continua...]
Continua a leggere "Ocean Dome: il paradiso (finto) dei surfisti (veri)" »
Leggo sul Corriere della Sera, la notizia che in riva al Tamigi la Venture Xtreme è in procinto di costruire il primo centro surfistico artificiale di Londra.
"Una gigantesca cisterna raccoglierà circa 7.000 metri cubici di acqua dal Tamigi la quale, dopo essere stata depurata, verrà utilizzata per produrre onde alte circa due metri. Pagando 30 sterline all’ora, i surfisti potranno «cavalcare» ogni ora fino a 10 onde artificiali che dovrebbero essere molto simili a quelle che entusiasmano i turisti in Australia e in California" si legge nel pezzo, che è ripreso dal sito della Silvertown Quays, ovvero la zona dove l'impianto andrà a sorgere.
La notizia mi richiama alla mente l'OCEAN DOME, il più grande oceano indoor del mondo, che in quanto a surf e onde artificiali ha avuto esperienza da vendere, tanto da essere stato inserito nel Guinness dei Primati come la più grande struttura acquatica indoor del mondo.
E che lo scorso ottobre 2007 sembra abbia definitivamente chiuso i battenti...
Con le bellissime foto di Elena Formenti, nel numero di Agosto 2007 di MAX pubblicai forse quello che dunque è stato l'ultimo pezzo aggiornato sull'Ocean Dome, e che torna attuale data la notizia proveniente dalle sponde britanniche.
Potete leggerlo in versione integrale, con tanto di dichiarazioni di un grande del surf come l'australiano Matthew Pitts (per molti anni una delle attrazioni principali della megapiscina nipponica), nel post che segue.
Grazie a Joshua Held aka TheNoses aka INasoni. Auguri!